Adriano

Adriano

18 marzo 2019 Testimonianze

Ciao a tutti! Mi chiamo Raffaella e sono la figlia di Adriano, un uomo di grande cultura che compirà 82 anni il 18 marzo. Voglio condividere con tutti voi il nostro percorso ed uso volutamente il plurale perché quando abbiamo scoperto la malattia di papà, è come se ci fossimo ammalati anche noi familiari insieme a lui. A novembre 2017, dopo avere consultato 2 neurologi ed aver effettuato gli esami strumentali, abbiamo saputo quale fosse la patologia che affliggeva papà. La diagnosi è stata demenza senile di tipo misto e cioè di tipo Alzheimer e di tipo vascolare. Nel giro di qualche settimana dalla diagnosi e nonostante avessimo iniziato una terapia consigliata dai neurologi, papà è peggiorato. I sintomi da lui accusati a gennaio 2018 sono stati: dimenticare le informazioni apprese di recente o chiedere le stesse più volte, confusione con tempi o luoghi, non sapere leggere più l’orologio, non capire più le notizie lette sul giornale o sentite in televisione (cosa che era sua abitudine fare tutti i giorni), difficoltà a seguire una conversazione, problemi a trovare la parola giusta o chiamare le cose con il nome sbagliato, lasciare gli oggetti in luoghi insoliti, perdere le cose e non essere in grado di tornare sui suoi passi per trovarle di nuovo. Accusare noi familiari di aver rubato i suoi soldi o i suoi oggetti, non riuscire più a capire il valore del denaro, scarso interesse per le partite della sua squadra del cuore, confusione, sospettosità, spavento ansia e fissazioni. Inoltre, alterazione del ritmo sonno veglia, bisogno di aiuto per scegliere un abbigliamento adeguato e dimenticanza della propria storia personale e cioè di avere una moglie e dei figli. Insomma, un vero disastro!! Mio padre, è un uomo fortunato perche ha una figlia che non si arrende di fronte a niente e cerco cerco e ricerco e mi informo su cosa posso fare. Vado a Roma da una dottoressa che ci prescrive una terapia disintossicante. Sono decisa più che mai a fare tutto il possibile, la situazione non è rosea ma ci provo. All’inizio, qualche miglioramento c’è stato ma poi durante il mese di agosto 2018, la situazione precipita: mio padre ha anche le allucinazioni e comincia a prendere un antipsicotico. Sono venuta a conoscenza dell’associazione AmorOnlus e decido a settembre di portare papà ma non faccio in tempo perchè per strada, durante una passeggiata, cade e si rompe 3 costole. Superiamo anche questo ma la situazione generale non migliora, anzi è sempre più aggressivo. Finalmente a novembre 2018 riesco a portarlo presso la sede dell’associazione e conosco la dottoressa Margherita Luongo, una persona preparata, seria e determinata. Iniziamo questo percorso e che dire….dopo il ciclo completo di ozonoterapia per via rettale ed ora le emotrasfusioni una volta a settimana come mantenimento, tutti i sintomi sopra descritti, molti sono scomparsi e i restanti si sono affievoliti. Non prende più l’antipsicotico ed assume solo la melatonina la sera!! Sembra tornato indietro di alcuni anni e se non fosse per qualche episodio che ci ricorda la sua patologia, oserei dire che il mio papà sembra un normale e arzillo ottantenne con talvolta le fissazioni tipiche di quell’età. In questi giorni oltre alla sua solita lunga passeggiata quotidiana, sta andando in giro per Chiese e musei così come gli è sempre piaciuto fare! Questa è la mia esperienza fortunata, che ho deciso di condividere per motivare le persone a non mollare, ad inseguire un obiettivo senza perdersi di coraggio anche in situazioni in cui le cose si complicano. La soddisfazione di esserci riusciti in situazioni difficili è ancora maggiore! Non perdete MAI le speranze, siate sempre positivi e come dice la dottoressa Margherita Luongo alla quale va uno speciale ringraziamento, UNITI SI PUO’.
Ah un’ultima cosa….anche io e mamma siamo facendo l’ozono terapia. Io per artrite psoriasica e fibromialgia con successo e mamma per seri problemi alle valvole cardiache e tante altre patologie per cui posterò a parte il nostro percorso.